Gli abitanti del quartiere Sarpi, dopo aver  valutato e discusso l’intervento in oggetto, esprimono una forte  preoccupazione per l’impatto che il progetto – nella sua formulazione  attuale – potrebbe avere su un quartiere che si sta oggi faticosamente  riscattando da una situazione di pesante degrado, grazie anche agli  apprezzabili interventi (come la pedonalizzazione della Via Paolo Sarpi)  messi in campo dall’Amministrazione Comunale.

 

Nell’insieme, il progetto Porta Volta,  soprattutto laddove prevede la riqualificazione degli edifici esistenti,  potrebbe ben inserirsi in un piano di valorizzazione del patrimonio  urbanistico e architettonico della zona, ma purtroppo alcuni aspetti  contrastano palesemente con tale obiettivo e rischiano di vanificare  l’apporto complessivamente positivo del piano.

 

Gli aspetti che maggiormente preoccupano i  residenti riguardano in particolare l’edificio (hotel) previsto nel lotto 2  del progetto.

 

 

1. La prima considerazione investe la  sostanza del progetto, anche se ormai le decisioni a riguardo sembrano  essere state prese: il quartiere Sarpi di tutto ha bisogno, fuorché di un  hotel (peraltro a 100 metri ne esiste già uno, l’hotel Hermitage, ad elevata  capienza). Avrebbe invece avuto grande bisogno di strutture commerciali per  i residenti che – dopo la colonizzazione da parte dell’import cinese –  devono fare almeno 500 metri (a piedi, visto che Paolo Sarpi non è più  accessibile né alle auto né ai mezzi pubblici) per acquistare i generi  alimentari di prima necessità.

 

Questa ipotesi era stata considerata e poi  scartata per il timore espresso dai commercianti che il commercio cinese  avrebbe potuto ‘occupare’ un eventuale spazio commerciale: ma la motivazione  appare del tutto pretestuosa, se si considera che qualsiasi catena  distributiva alimentare sarebbe stata interessatissima ad aprire un punto  vendita nella zona, con grande vantaggio per i  residenti.

 

Dunque, una realizzazione che non serve al  quartiere, anzi ne aggrava ulteriormente le condizioni di  vivibilità, apportando ulteriore traffico e stress ambientale: nelle  strette e congestionate stradine del quartiere, oltre alle centinaia di  furgoni e furgoncini attratti dall’ingrosso cinese, ai carrelli e agli  scatoloni ammonticchiati, avremo anche viavai di autobus turistici e di  taxi… sempre che l’hotel funzioni e non resti l’ennesimo scatolone vuoto,  utile solo al portafoglio dei costruttori.

 

2. La seconda considerazione riguarda il  tipo di struttura in cui si è deciso di concentrare la volumetria  realizzabile: un edificio sviluppato in larghezza ed in altezza (8 piani),  una vera ‘diga’ di cemento, che svetta senza tenere nel minimo conto il  contesto urbanistico ed architettonico in cui il progetto si colloca:  infatti, proprio di fronte all’area si trova un’opera architettonica  pregevole, il Cimitero Monumentale, che verrebbe visivamente ‘schiacciato’  da un edificio incombente e del tutto incongruente.

 

Se si considera che l’area costituisce, per  chi arriva in città da Nord,  un vero e proprio ingresso nella città,  il biglietto da visita sarebbe questo ecomostro, che taglia ogni  continuità tra l’area del Cimitero Monumentale e il quartiere limitrofo.

 

Inoltre l’edificio non tiene alcun conto della realtà circostante, che ha una sua caratterizzazione architettonica ben precisa, con edifici d’epoca piuttosto omogenei, con altezza massima di 3-4 piani: l’edificio previsto, per altezza e caratteristiche, stravolgerà completamente tale contesto, isolando le case retrostanti dal naturale sbocco verso il Piazzale ed il retrostante Cimitero Monumentale.

Anche qui, si rileva un assoluta mancanza di logica e di integrazione con la situazione esistente nel quartiere:

- l’hotel, cioè l’unico edificio nuovo previsto dal progetto, si colloca proprio a pochi metri dagli unici edifici residenziali che si affacciano sull’area, collocati sia nella Via Niccolini che nella Via Fioravanti (in colore giallo nella mappa), isolando di fatto il quatiere dietro una barriera di cemento

- la rampa di accesso ai box (il punto prevedibilmente più caotico e rumoroso) è prevista proprio di fronte ad un asilo nido

- il poco verde esistente (un curato giardinetto all’angolo tra Via Bramante e Via Fioravanti) viene del tutto isolato e sovrastato da un colosso di cemento

Inspiegabilmente, lo spazio comune ed il poco verde previsto (una sorta di ‘piazza’ corredata da qualche alberello) è stato collocato sul lato del Piazzale Monumentale: ma chi mai potrà fruire di una panchina che si affaccia su una grande arteria di traffico, uno dei punti più caotici e rumorosi della città? magari con bambini che giocano a pochi metri dalla congestionata Via Cenisio…

Oltretutto, tale spazio risulterebbe esposto a nord e perennemente in ombra, a causa del grattacielo retrostante.

 

 

Dunque le aree destinate a spazio pubblico non saranno minimamente fruibili da parte del quartiere: nella migliore delle ipotesi, saranno  solo uno spazio inutilizzato davanti all’hotel; nella peggiore, un’altra area abbandonata e degradata, utilizzata per carico/scarico merci dai grossisti cinesi.

Al contrario, lo spostamento dell’edificio verso il Piazzale e la collocazione della piazzetta sul retro, verso il quartiere, otterrebbe un duplice vantaggio: da un lato una maggiore distanza tra l’ecomostro e i condomini circostanti, che non risultarebbero così penalizzati; dall’altro, una maggiore fruibilità da parte del quartiere dello spazio comune, che risulterebbe più raccolto e protetto, con possibilità di utilizzo anche da parte dei bambini, senza il rischio di finire sotto le auto: in particolare, lo spazio verde si troverebbe proprio di fronte all’asilo ubicato in Via Niccolini, angolo Via Fioravanti.

 

Auspichiamo quindi che, in sede di definizione del progetto, si tenga conto delle esigenze dei cittadini residenti nella zona e che, anche se non si vuole modificare la discutibile destinazione d’uso dell’area, si possa per lo meno ridurre l’impatto ambientale ed urbanistico di questo ennesimo inutile ecomostro, in particolare:

- una diversa articolazione della volumetria (un edificio più basso e meno incombente, disposto in senso prevalentemente longitudinale)

- uno spostamento dell’edificio verso il Piazzale Monumentale ed una collocazione dell’area ‘pubblica’ (piazzetta e verde) nello spazio retrostante, in modo da favorirne la fruizione da parte dei residenti e in particolare dei bambini 

 

Queste valutazioni, messe a punto da un gruppo di residenti e fatte circolare nel quartiere, stanno raccogliendo adesioni ogni giorno crescenti.

Ci auguriamo dunque che vengano prese in considerazione nelle prossime fasi di definizione del progetto, ai fini di armonizzare questo intervento con gli sforzi attualmente in atto per ridare dignità e vivibilità al quartiere, migliorandone la vivibilità per gli abitanti ed evitando di stravolgere l’identità architettonica di uno dei quartieri più rappresentativi della ‘Vecchia Milano’.


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4 Responses so far.


  1. maria salvatore says:

    ma come mai in italia ancora oggi nel 2012 e possibile proporre una bruttura simile – in un luogo così imporatnet e strategico di fronte al cimitero monumentale!

  2. Nicoletta Lanzuolo says:

    E’ una follia…rivedete il progetto!!! Non possono fare edifici di 9 piani.

  3. Michael Angler says:

    il vero dramma è il mix di architetti coinvolti, ovvero perotta, ma anche e sopratutto massimo bodini, socio dell’immobiliare che quindi ha creato un mostro con l’unico interesse economico, chiaramente esplicitato dal “gusto” compostivo che vede nel puro interesse speculativo l’unica ragione d’essere senza tener da conto del contesto storico ed urbano. l’architetto bodini infatti è di roma e non si godrà il suo capolavoro…rimandendo tranquillamente estasiato dalle rovine romane, intento a progettare altri mostri in giro per l’italia.

  4. lia damascelli says:

    aderisco a questa petizione.. auspicherei una revisione del progetto anche per quanto riguarda l’area condominiale il cui progetto è bruttissimo e rischia di congestionare non poco il quartiere

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