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Nella zona di fronte al Cimitero Monumentale e alla Fabbrica del Vapore, nell’Isolato tra via Procaccini e via Bramante, stanno per essere realizzati tre ecomostri da 8-9 piani e 40 metri di altezza, proprio davanti a un monumento storico in barba al piano regolatore, per cui è stata chiesta una variante in nome non si capisce di quale urgenza pubblica, nel cuore di uno dei quartieri milanesi in cui è già presente una forte comunità cinese con i suoi esercizi commerciali, e dove mancano servizi sociali, negozi, botteghe.

Non è in discussione il recupero di una zona abbandonata del nostro quartiere e della città, situato a 20 minuti a piedi da Piazza Duomo, ma le soluzioni edilizie ed estetiche scelte dalla precedente giunta Moratti. L’albergo di 9 piani nell’area ex-Enel è uno scempio. In questo spazio dovrebbero sorgere edifici d’impatto minore, bassi, in linea con il disegno urbanistico e le vie circostanti.

1. Nel progetto è previsto: un giardinetto davanti all’ecomostro. Cosa serve se è rivolto verso una via di traffico piena di gas di scarico come è via Procaccini?

2. Il bellissimo edificio dell’Enel di fronte alla Fabbrica del Vapore verrà raso al suolo per costruirne un altro. Dai disegni presentati si vede un palazzo identico, ma molto più brutto. Perché un edificio simile dove c’è già un’architettura storica con la sua facciata?

3. Verrà costruito un parcheggio di 240 posti tra le due vie Niccolini e Fioravanti con il conseguente via vai di automobili in uno spazio che è stretto e poco praticabile. Perché peggiorare la situazione?

4. Perché costruire un altro albergo a cento metri da un altro già in funzione?

 

E soprattutto perché Milano si ostina a produrre architetture cosiddette moderne ma da periferia nel suo centro, sfregiando l’edilizia residenziale di un quartiere che raramente va al di là del quarto piano, che è segnata da modelli tardo novecenteschi, da vie strette, e da una recente via pedonale?

Chiediamo alla giunta di rivedere il progetto, non impedendo il recupero dell’area ex-Enel, ma:

1. riconsiderando le altezze

2. affidando il progetto a un architetto di chiara fama e riconosciuta qualità, indicendo un concorso che dia delle garanzie estetiche.

Ci aspettiamo dalla nuova giunta e dal Sindaco Pisapia che intervenga subito.

Fermiamo il piano attuale che persegue criteri immobiliari, volumetrie e non la bellezza e la qualità del quartiere e della città.

 

 

 


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