Cosa è accaduto

Il Comune di Milano alla fine di luglio dello scorso anno (2011) istituisce una pratica edilizia che comporta: 1) la costruzione di un albergo di nove piani nell’area prospiciente il Cimitero Monumentale, entro la zona di rispetto; 2) l’abbattimento di un edificio storico degli anni Trenta e l’edificazione di un edificio con volumetria tripla rispetto all’esistente; 3) la costruzione di 243 box interrati; 4) il risanamento e la trasformazione di alcuni capannoni storici appartenuti all’Enel.

La pratica viene espletata dal Comune alla fine di luglio (26 luglio 2011) e pubblicata nel mese di agosto durante le ferie estive (2 settimane di tempo per le eventuali osservazioni), ragione per cui la cittadinanza non è messa in condizione di venirne immediatamente a conoscenza (la prassi di pubblicizzazione di pratiche di questa entità nel corso del periodo estivo è già stata sanzionata da varie sentenze). Il 26 settembre (2011) il Consiglio Comunale approva il progetto.

Cosa ci guadagna e cosa ci perde la cittadinanza da questo intervento edilizio?

1. Nella delibera, con cui viene approvata dalla Giunta Pisapia nella persona dell’assessore all’urbanistica Lucia De Cesaris, non si fa alcun riferimento al fatto che l’albergo previsto sarà costruito dirimpetto al Cimitero Monumentale, a meno di duecento metri dal suo muro esterno, luogo storico e artistico, custode della memoria dell’intera città, oggetto di visite turistiche, noto in tutto il mondo; il progetto non segna infatti nessun legame estetico e funzionale tra questo manufatto fuori scala e il Cimitero medesimo; il tutto determinando un cambiamento del vincolo di rispetto per la costruzione di qualsiasi edificio in prossimità del monumento milanese.

2. L’intera operazione dovrebbe comportare, come da legislazione vigente, la realizzazione di una dotazione standard, ovvero di aree o servizi dati al Comune,
e quindi alla cittadinanza, per uso pubblico, ma esaminato il progetto approvato dalla Giunta ci si è resi conto che in realtà restano di proprietà del Comune
solo 2.490 metri quadrati di uno spiazzo di fronte al Cimitero Monumentale e all’erigendo albergo, antistante ad una delle vie di maggior traffico della zona,
via Procaccini, spiazzo eufemisticamente descritto come una piazza provvista di alberi d’alto fusto, ma che è nei fatti la copertura di un sottostante parcheggio
di proprietà privata; mentre le altre due piazze indicate nel progetto (all’interno dell’edificio di 9 piani di via Niccolini, angolo via Procaccini, e dei capannoni recuperati di via Bramante) restano di uso pubblico, il che significa, in soldoni, che le piazze non sono cedute al Comune, ma mantenute di proprietà privata.

3. Lo stesso parcheggio di 243 posti non è una dotazione standard, ovvero un bene pubblico, bensì un parcheggio di proprietà privata aperto al pubblico; costruito
e gestito dalla stessa società che realizza l’intero progetto Porta Volta Spa (con sede in Lussemburgo); il parcheggio e le due piazze sono pubbliche tanto quanto lo potrebbero essere un bar o un ristorante. Di uso pubblico, ma di proprietà privata.

4. Secondo la delibera la dotazione standard dovuta per il nuovo insediamento sarebbe garantita dalla realizzazione della nuova sede dell’ADI, l’associazione del design italiano, che v’insedierebbe il suo museo; un’iniziativa meritoria, di prestigio, utile, ma che non rientra nelle regole vigenti: primo, perché l’ADI è un’associazione privata e non un ente pubblico, ovvero a gestione privata; e secondo, perché l’intero edificio e la piazza annessa, di “uso pubblico” (sic), restano di proprietà della Porta Volta Spa e non ceduti al Comune, ovvero ai cittadini di Milano.

5. La costruzione dei nuovi edifici, che porteranno nella zona almeno 3000-4000 nuovi abitanti, esigono una nuova viabilità nella piazza del Cimitero Monumentale, nel nodo Ceresio, Procaccini, Monumentale; la Provincia di Milano, in fase
di progettazione dell’intera operazione immobiliare, ha richiesto al Comune

di studiare un sistema di mobilità e viabilistico dell’intera area, cosa che, inspiegabilmente, non è stata fatta.

In conclusione

Cosa ci guadagna la cittadinanza da questa impresa immobiliare privata?
Solo una piccola piazza che è, in buona sostanza, la copertura di una autorimessa sotterranea lastricata sulla quale, l’esperienza insegna, non potrà attecchire alcun albero d’alto fusto. Cessione, tra l’altro, conveniente ai proprietari del parcheggio sottostante che non dovranno gestire la manutenzione ordinaria della copertura, onere che graverà sulle casse pubbliche. Niente asili, niente scuole o sale riunioni, niente attrezzature sportive, niente verde pubblico, niente centri per anziani, niente centri sociali per i giovani.
Si è prodotta una variante al PGR, in modo urgente senza che esistano motivate ragioni che la giustifichino, violando così le prassi consuete per il corretto procedimento.
In definitiva non c’è un piano urbanistico degno di questo nome – attento, per dire, a risolvere i problemi viabilistici evidenziati dalla Provincia, e con una attenzione alla qualità estetica dei nuovi edifici da costruire –, bensì solo una ordinaria operazione d’edilizia privata che ha però utilizzato strumenti urbanistici non consoni, dalla quale la cittadinanza, il quartiere e i suoi abitanti, non ricavano nessun vantaggio, ma solo problemi di viabilità, afflusso di nuovi abitanti e automobili, creando uno sfregio urbanistico alla zona e al Cimitero Monumentale, dove, non ultimo, si sta con molta accortezza cercando di raggiungere un equilibrio tra la presenza della forte comunità cinese, che gestisce negozi, e la maggioranza degli abitanti che non appartengono alla medesima comunità.

 

 


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