Clicca like per aderire all’iniziativa per chiedere al Comune modifiche migliorative del progetto.

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66 Responses so far.


  1. Michela says:

    Sottoscrivo e spero…
    SAREBBE ORA di valorizzare la nostra bella Milano!!!
    Un vero milanese non farebbe mai una cosa del genere… ‘gnurant

  2. monika dattner says:

    Sono pienamente d’accordo. non avevamo bisogno di nuova edilizia privata nell’area più densamente popolata e antropizzata di milano. avevamo bisogno di strutture sportive, di spazi pubblici di aggregazione e utili per la collettività (per le associazioni, per i GAS-gruppi di acquisto solidale, per i ragazzi e gli anziani). invece abbiamo avuto piazzette di cemento con aiuole di cemento di fianco all’arteria più congestionate della città. è ora che si cambi la prassi con cui vengono approvati questi grandi progetti. la cittadinanza deve essere messa al corrente in modo molto più efficace. io vorrei come minimo dei grandi cartelloni con su scritto A TUTTI I CITTADINI, è iniziato il periodo di tempo in cui potete visionare il progetto di questa area, siete pregati di recarvi in via tal dei tali, dalle ore x alle ore x. E non durante le vacanze estive, come in questo caso!

  3. A2BC says:

    Anna Angelelli, Antonio Bergamasco, Michela Cicuto

  4. anna cova says:

    sottoscrivo l’appello

    • loredana pozzi says:

      agli inizi del novecento nell’area c’era un stabilimento che fabbricava
      bulloni e mio nonno con la famiglia abitava li’. li’ sono nati mio padre
      e i suoi due fratelli e i miei nonni sono rimasti fino agli inizi degli
      anni sessanta .
      al di là del progetto sono quindi veramente dispiaciuta
      di venire a sapere che verrà abbattuto tutto e che sta per scomparire
      un pezzo della “mia” storia e della storia della Milano industriale

  5. wildsetup says:

    L’arch. Perotta di qualità architettonica se intende davvero… tanto che le due torri ex-fs alla stazione Garibaldi dopo solo 30 anni hanno subito un recladding (un profondo face lifting).
    Peccato che gli errori (voluti) dalla giunta della contessina ciellina Brichetto Arnaboldi IN Moratti ricadano sulla giunta Pisapia che non può/non ha il coraggio di intervenire.

    Comunque ancora una volta (!!!) la commissiona del paesaggio HA FALLITO COMPLETAMENTE il suo ruolo, malgrado le parole che ho sentito con le mie orecchie dai suoi componenti.

    Purtroppo la Città con questi personaggi (che purtroppo ha per oltre un secolo duvuto subire) ha visto la sua rovina urbana e culturale.

    w_s

  6. alessia guadalupi says:

    Aderisco

  7. Mario Sacchi says:

    Ci sono tanti bei modi per sanare e riqualificare quell’area; non mi sarei mai aspettato che questa Giunta scegliesse il peggiore.

  8. Simone Sellerio says:

    Aderisco!

  9. Aldo Scarpa, architetto says:

    “le mani sulla città…”, dal 1963 dopo 50 anni dopo siamo sempre lì

  10. Michele Esposito says:

    No a questa costruzione

  11. Davide Romagnoni says:

    Brutto progetto, inutile alla cittadinanza. Il Sindaco non può fare finta di niente, deve dimostrare che con lui le cose cambiano in meglio.
    Pisapia: un segnale forte! (ci dia).

  12. Giuseppe Mucciarelli says:

    No agli ecomostri!

  13. Marco Belpoliti says:

    Vi segnalo tre pezzi apparsi su Repubblica negli ultimi giorni che testimoniano che il problema è più vasto di quello posto dall’area Ex Enel;
    in particolare i 280 appartamenti che si vogliono costruire a ridosso della antica cascina del quartiere Basmetto (del 1440) sono un altro esempio dell’assurda politica edilizia e ubanistica che abbiamo ereditato dalla giunta Moratti, e a cui si spera che la giunta Pisapia non dia seguito, anche se l’esempio Ex Enel mostra un evidente deficit dell’assessore all’urbanistica del Comune.
    Gli altri due link riguardano la colata di cemento che i costruttori stanno approntando nonostante la diminuzione delle cubature volute dalla giunta Pisapia. Un passo in avanti, ma non basta. il consumo del suolo continua e il progetto urbanistico non si vede all’orizzonte:

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/02/04/news/rivolta_contro_i_280_appartamenti_sulle_risaie_del_quartiere_basmetto-29299375/

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/02/04/news/lassalto_del_cemento_al_piano_casa_regionale-29299888/

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/05/pgt-il-fronte-verde-rilancia.html

    Oggi si è tenuta la conferenza stampa in cui si è presentato l’appello con le 100 firme, che ora comparirà qui nel sito e nella pagina FB, insieme con il riassunto del contenuto del ricorso al TAR per l’area ex Enel. Hanno partecipato i rappresentanti delle coperative che edificano al posto della vecchia sede Enel; erano in tre e sono intervenuti più volte per interloquire e spiegare. Si è così capito che per le tre zone dell’area interessate (capannoni di via Bramante; albergo di Piazza del Cimitero Monumentale; ecomostro di via Procaccini e via Niccolini) non esiste un unico piano approntato dal Comune con le proprietà, ma che ognuno procede attraverso accordi stabiliti tra i vari proprietari, gli enti e il Comune. Possiamo avere dall’assessore De Cesaris che sostiene l’intera operazione una spiegazione circa le trattative intercorse tra i vari soggetti che costruiscono o posseggono l’area? Un po’ di trasparenza in una situazione in cui non sembra esistere un piano urbanistico unitario???

  14. roberto masotti says:

    massimo sostegno, sarei curioso di leggere Arminio

  15. Andrea Boni says:

    +AREA EX ENEL: INIZIATI I LAVORI+

    Segnalo che da circa 5/6 giorni in via niccolini a partire dall’angolo con via procaccini son state sostituite le lampade di illuminazione stradale: prima erano sospese e ancorate agli edifici interessati dalla riqualificazione; ora son state sostituite da fari appesi a lampioni credo appositamente posati.

    • Marco Belpoliti says:

      Vero. Ero presente alla installazione e ho chiesto agli operai il perché; hanno risposto che per via dell’edificio che deve essere abbattuto, per cui i fili che reggevano la lampade centrali non potevano più essere appesi al palazzo dell’Enel. Vi invito a tenete d’occhio la attività dell’impresa che deve costruire, dato che i permessi non sono ancora stati accordati, e un gruppo di cittadini del quartiere ha fatto ricordo al TAR con fondati motivi che verranno esposti martedì 7 febbraio in una conferenza stampa slle ore 11 presso la Fabbrica del Vapore. Verrà presentato anche un appello al Sindaco Pisapia per fermare l’operazione immobiliare nell’area ex Enel, che presenta quasi nessun vantaggio per la città e per il quartiere. Mentre parecchi vantaggi economici e di proprietà per la immobiliare Porta Volta SPA con sede in Lussemburgo.

  16. LARA BASSIGNANI says:

    non posso accedere a fb ma sostengo l’iniziativa!
    lara bassignani

  17. Marta Bernstein says:

    Aderisco alla protesta come designer, come abitante della zona e come cittadina milanese.

  18. Simone A. says:

    Sostengo l’iniziativa perché il progetto è decisamente in disarmonia con il tessuto preesistente e assolutamente non all’altezza di ciò che andrà sostituendo.

  19. Marco Belpoliti says:

    Segnalo su http://www.doppiozero.con l’intervento di Giuseppe Di Napoli studioso di colore, percezione, artista e docente a Brera

    http://doppiozero.com/materiali/fuori-busta/obblighi-privati-e-pubblici-privilegi

  20. Rossella P. Locatelli says:

    Sostengo l’iniziativa contro il progetto. Aggiungo inoltre che la maggior parte degli abitanti delle zone circostanti l’intervento ignora lo scempio in atto nell’area ex Enel.

  21. Sostengo questa iniziativa per l’amore della bellezza a cui si riferisce Belpoliti

  22. Marco Belpoliti says:

    Segnalo su http://www.doppiozero.com
    l’ampio intervento di Stefano Chiodi che analizza la politica del terriotorio e delle città a partire dagli anni Settanta,e cerca di spiegare come sia potuto accadere questa crescente disattenzione per la qualità urbanistica ed edilizia nelle città italiane in generale, che culmina con questo episodio rimarchevole dell’area ex-Enel;
    bisognerà allargare lo sguardo della discussione su Milano a partire da qua e anche delle città italiane; si tratta di un problema culturale e politico rilevante a cui dedicare incontri e discussioni pubbliche che sono mancate da parte dell’amministrazione milanese.

  23. walter monici says:

    Sindaco Pisapia,
    il progetto di abbattere l’area ex Enel è l’ennesimo scempio architettonico che andrà a deturpare uno degli ultimi quartieri ottocenteschi e popolari di Milano.
    Lei dice che le associazioni di quartiere non si sono opposte e che è stato votato all’unanimità dai consiglieri, ma a cosa servono le commissioni edilizie di esperti se poi si fanno ricadere le responsabilità sui cittadini che esperti non sono.
    Come giustamente dice Gianni Biondillo, si tratta di interpretare la volontà di cambiamento per estenderla a tutte le manifestazioni della attività comunale senza aspettare che siano ancora una volta i cittadini comuni dal basso ad indicare la strada.
    La strada è quella di salvare tutto quello che resta della Milano ottocentesca per conservare una immagine unitaria dei quartieri storici, circoscrivere la zona delle edificazioni alte della zona Garibaldi che ormai ha distrutto per sempre lo skyline della città che si poteva vedere dalle terrazze del Duomo, avviare un programma di demolizioni degli edifici più deturpanti ed energeticamente più insostenibili degli anni del dopoguerra, ripristinare una commissione edilizia degna di questo nome, che rivalutando le forme dell’architettura storica sia in grado di arginare e bloccare ogni nuova edificazione che non sia rispettosa del preesistente.
    Siamo stanchi di vedere la pensilina davanti al teatro Nazionale che è stata accorciata mentre poteva essere sostituita da una piccola edicola in vetro e metallo, il grattacielo di via Lomazzo che ha abbattuto il bellissimo edificio Liberty del sole 24 ore, le mostruose sagome degli edifici del bosco verticale che incombono sul quartiere Isola, corso Como che è diventata la scenografia di un film Hollywoodiano in mezzo ai grattacieli costruiti da banche in via di fallimento; quali altre mostruosità si stanno preparando?
    Il turismo potrebbe essere una risorsa ma così distruggiamo ogni interesse e non lamentatevi poi che i turisti scelgano Parigi, Vienna o Praga dove la città storica viene preservata.
    Non devono essere i cittadini prostrati dai propri problemi personali a doversi fare carico di salvare le ultime bellezze di Milano, siete voi che siete stati delegati a questo a dover agire subito e prima.

    Cordialmente

  24. Gli edifici che si affacciano su Procaccini e vie limitrofe sorgono alla fine dell’800 per mano di imprenditori illuminati che, oltre a realizzare in loco la loro nuova fabbrica, si preoccupano dell’intorno, della sua estetica e della continuità stilistica. Cent’anni dopo quest’attenzione svanisce.
    Nuove e più moderne forme, spazi economicamente fruibili, belle piazze ed ottimi alberghi per …Per cosa? Per chi? Mancano centri per anziani, mancano punti di aggregazione per i giovani, mancano spazi fruibili per la sosta, per la vita, per il quatiere! Non sono questioni di allineamenti politici. Non interessa chi ha votato chi o per cosa. E’ tempo di agire in prima persona. Non è più possibile demandare a referenti inesperti il nostro futuro. Il futuro di una città che, come l’Italia, così facendo, ben presto di futuro non ne avrà più. Di fronte al Monumentale passerà la linea 5, la viabilità verrà modificata, il vuoto urbano dell’attuale intersezione (ma ha un nome?) tra Luigi IX, Niccolini, Bramante, Procaccini e Piazzale Monumentale rimane una roulette russa da attraversare in cui non esistono zone di sosta (non parcheggi, proprio nemmeno zone per emergenza).
    La domanda corretta è: “Qual’è il disegno urbano complessivo di quest’area?”. Una domanda semplice, di quelle che i Docenti di Urbanistica del Politecnico ti fanno all’esame per vedere se hai capito. Una domanda tipo: “Come vengono applicati gli standard urbanistici?”, “Quali normative sono in vigore in Lombardia?”; “Chi risponde degli abusi edilizi?”. Una più difficile? “Cosa sono le distanze di rispetto e quali sono i loro valori secondo la L.R. della Lombardia?”. Se non sapete rispondere, se non avete studiato, andate a chiedere ad un esperto, magari a quel Renzo Piano che – in nome omen – di piani urbanistici se ne intende ma, mi raccomando, non nominategli l’Area Falk! Ad maiora.

  25. Marco Belpoliti says:

    Suggerisco la visione di questa intervista a Lucia De Cesaris per capire la politica urbanistica della giunta Pisapia:
    http://www.youtube.com/watch?v=DL4Zer7XRLQ&feature=youtube_gdata_player
    Entro cui situare anche l’intervento nell’area ex Enel: costruire ma senza badare alla qualità architettonica del nuovo.

  26. paola lenarduzzi says:

    IO C’ERO, all’incontro con l’assessore De Cesaris, Maran e Benelli, in cui è stato presentato il progetto dell’area; c’era solo una cinquantina di cittadini, dato che non era stato quasi pubblicizzato; eravamo ospitati dal centro anziani di via Messina, a fine novembre (2011). Sarebbe interessante sapere dopo il 25 settembre data di approvazione in Consiglio comunale quali altri incontri pubblici sono stati indetti. Lo chiedo al Sindaco Pisapia.
    Quella sera il progetto è stato presentato facendo vedere le piante e alzati degli edifici.
    L’architetto del Comune ha parlato di volumentrie, e di dati tecnici.
    Non sono stati in grado di spiegare l’idea del progetto (nemmeno il professor architetto Giacalo Perotta presente all’incontro). Questo senza che prima sia circolato nessun materiale specifico sul progetto, così da dare il tempo alle persone di rifletterci.
    Posso però dire cha la De Cesaris alle mie domande su quale fosse il senso del progetto, non è stata in grado di rispondere, anzi mi ha intimato di non fare domande di quel tipo, perché il progetto era definitivo.
    Ci sono rimasta male, ma sono soprattutto rimansta stupita dal fatto che domande banali come: il vincolo del Cimitero Momunentale permette tali tipologie di edifici? non abbiano ricevuto alcuna risposta.
    Un quartiere come il nostro ha bisogno di un altro albergo?
    Il quartiere da anni chiede spazi per riunirsi, una biblioteca, magari anche un centro anziani, e altri spazi civici e sociali. Non abbiamo mai chiesto un albergo, e nemmeno di incrementare il numero di appartamenti in un quartiere affollato (le scuole della zona fanno fatica a ricevere le iscrizioni dei residenti, e anche l’asilo).
    Possibile che si dovesse destinare l’area dell’ex Enel per un albergo quando c’è l’Hermitage lì vicino? E poi tutti gli edifici costruiti lì vicino? hanno abbattuto un edificio bassa, il dancing di via Procaccini, per costruiire prossimamente un edificio di 5 piani… poi su via Lomazzo il palazzo (quasi un grattacielo) che ha preso il posto della vecchia sede del Sole 24 ore: un edificio fuori scala in una zona con case basse… e altro ancora. E si deve costruire ancora? Con che scopo? di abbellire il quartiere? No, si tratt asolo di speculazioni edilizie e si compensa la comunità con dei giardinetti (parola di Pisapia nella sua risposta a Biondillo). Vogliamo rifare gli errori edilizi di piazza Gramsci?
    Vorrei delle risposte.
    Sono stati eletti per fermare la speculazione edilizia, abbiamo risposto ai referendum per fermare il cemento e lo smog.
    Questi interventi non mi pare vadano in questa direzione.
    Certo c’è la bonifica, ma è necessario costruire sempre e comunque aumentando le volumetrie?
    Mancano i parchi, giardini (non piazzatte).
    Mancano le idee che sembravano fare parte di uno come Pisapia.
    I cittadini non desiderano altri palazzoni. Vorremmo poter vedere le alpi.
    Bene comunque la sede all’Adi e il museo del design. Tutto il resto dovrebbe essere ridimensionato.

  27. Giacomo Polin says:

    Sono venuto a conoscenza di questa vicenda grazie all’articolo di Gianni Biondillo sul Corriere, che mi ha spinto a scoprire questo sito. Visto il progetto, sono perfettamente d’accordo con quello che ha scritto, sul caso particolare e sull’aria che tira in città in generale. Sul caso particolare basta la firma del progettista, la cui proverbiale modestia non deve più poter fare danni, anche se ormai la frittata sembra fatta (dov’eravate voi di zona?) Sull’aria che tira in città, piuttosto, è deludente e preoccupante la risposta che il Sindaco ha dato sempre sul Corriere, generica e autoassolutoria, da patatone qual’è. Nè lui nè l’assessore all’urbanistica sanno leggere i progetti, non sono in grado di riconoscere la qualità: come si può pensare che abbiano un colpo d’ala, un’inversione di tendenza, un’apertura alla vera qualità sostenibile? Per ora, nessuna novità, nessun progetto, solo sorda gestione delle pratiche ereditate, una disperante continuità. Io a protestare, senza complessi di schieramento, ci sto, su questo scandalo dell’area Enel e su tutti gli altri. Se volete, dalla mia esperienza, avrei anche qualche esempio interessante. E poi non vogliamo parlare di quella bufala di Expo, tutti insieme col nostro sindaco?

  28. Marco Belpoliti says:

    http://doppiozero.com/materiali/fuori-busta/il-brutto-dell’architettura

    Segalo l’intervento Marco Biraghi storico della architettura contemporanea e autore di libri da Einaudi sul complesso tema del rapporto tra estetica e architettura a partire dalla vicenda del progetto di questa area

    • Vittorio Cinelli says:

      Dov’è il disegno urbano? dovè la proporzione e la misura urbana?
      Una cortina costruita con velleità da Carl Marx Orf, solo perchè c’è la residenza convenzionata, senza, naturalmente, l’organizzazione sociale e l’organizzazione delle funzioni.
      Che dire dell’albergo che si “mangia” il disegno dell’isolato storico?
      e perchè i tre interventi non possono essere relazionati in modo diretto?

      Deprecare il lavoro degli altri non è sempre bello e corretto, ma riporatre critiche ed osservazioni è legittimo.

      Una occasione perduta per riqualificare una ampia area, difficileda trattare ma piena di grandi potenzialità espressive.

      Per ultimo, e la commissione per il paesaggio del Comune di Milano?

      • Marco Belpoliti says:

        Sembra che il progetto sia già passato dalla commissione presieduta dall’architetto Pierluigi Nicolin.
        Se qualcuno è al corrente lo può dire? Grazie

  29. paola calvetti says:

    MASSIMO SOSTEGNO: FACCIAMO QUALCOOSA.
    USATE SE SERVE IL MIO NOME (NON CONTO NULLA, MA SE VOLETE SCRIVETE ANCHE IL MIO NOME, Paola Calvetti scrittrice) nell’appello!

    • Marco Belpoliti says:

      Grazie! La cosa più importante ora è far sapere di questa battaglia sulla area ex Enel a chi abita a Milano e non solo; si tratta di un problema che riguarda il rapporto tra etica ed estetica e la forma delle città; ieri ne ha scritto in termini generali recensendo vari libri su La Repubblica il filosofo Roberto Esposito. La nostra è una questione locale, di vivibilità e dunque di bellezza, ma anche culturale sulla forma delle città contemporanee; e anche politica. Il tuo contributo è essenziale: la scrittura e le idee. Marco Belpoliti

  30. Marco Belpoliti says:

    Vi segnalo la risposta del Sindaco Pisapia oggi sul Corriere edizione milanese. Leggere per credere!

  31. fulvio irace says:

    Mi associo totalmente alla protesta contro il progetto, di cui non sto a sottolineare la volgarità. La risposta della Bocchietto sul Corriere è di un’arroganza al limite dell’ignoranza e dimostra la grande distanza cre ancora separa la cultura del design come oggetto dalla cultura urbana. Se Luisa Bocchietto on si rende conto di cosa sta difendendo, mi chiedo con quale garanzia possa difendere il design italiano nel mondo e nella considerazione del pubblico.
    Ma su questo non voglio soffermarmi, perchè r ichiederebbe un discorso articolato sulle condizioni della cultura in Italia e a Milano, dove la sensazione che anche a sinistra prevalga l’attrazione per l’”evento” invece che la concentrazione sulle strutture, comincia a diventare in me una certezza.
    A Milano tutto si contratta( ricordate l’urbanistica contrattata dell’era Tognoli?): potrebbe anche essere realistico, ma solo se la contrattazione è ad armi pari. L’Enel non poteva scegliere un progettista migliore dell’attuale? Non è credibile neanche sul piano della logica di mercato: chi si farebbe arredare la propria casa da un architetto qualsiasi?
    Ma una domanda rimane. Ma Milano non si era dotata di una Commissione presieduta da Pierluigi Nicolin , per esaminare appunto le pratiche più delicate delle trasformazioni urbane? Chiederei dunque alla Commissione: ma questo progetto l’avete mai visto? l’avete valutato? l’avete approvato?

    • wildsetup says:

      Concordo assolutamente.
      Ma la Commissione, questo progetto l’ha mai valutato seriamente?
      E vorrei aggiungere: questo progetto e molti altri che purtroppo si sono orrendamente concretizzati o stanno per esserlo.

  32. Andrea Boni says:

    Ritengo che certamente un errore ci sia stato: bisognava presentare prima le obiezioni all’ecomostro Ex Enel, quando il tutto era in discussione in Consiglio Comunale. Sicuro, ci mancherebbe. E’ la via corretta, maestra, legalitaria, procedurale, ecc.. Lo ricorda anche l’assessora dal duro piglio De Cesaris per infilarci la “legittima supposta”. Vorrei solo aggiungere una piccola ma essenziale considerazione: mi vien difficile pensare che oltre al mio esercizio di elettorato attivo debbo anche puntellare continuatamente i risultati conseguiti con l’esercizio di controllo dell’elettorato passivo. Mi spiego meglio: ho votato Pisapia e la sua gente proprio perchè desideravo un passo diverso dalla metodologia Moratti e dalla prassi immobilircellina. Nella mia ingenuità ho pensato che le varie tesi sostenute e stampate della Officine di Giuliano contenessero pure la visione di città di chi si oppone al piano di dequalificazione Ex Enel. Ingenuità appunto. La stessa ingenuità filobuonista che mi si ritorce ampiamente contro da quando Pisapia ha iniziato a governare; ecco un paio di esempi grandi e piccoli. Prendiamo Expo: il piano immobiliare di Formigoni e della sua cricca di palazzinari e di (pubblici?) amministratori di Fiera Milano è stato ampiamente sposato da Pisapia. Non credo al sindaco quando mi dice che il Bie (ente internazionale di organizzazione e controllo di Expo) era pronto a levare a Milano l’evento se nell’area di Rho non fossero partiti al più presto i lavori. Balle, solo balle per un solo chiaro dato: in meno di 1300 giorni nessun altro Paese al mondo avrebbe potuto organizzare l’evento in alternativa a Milano. Non ci sarebbero stati sostituti e il Bie certo non ci guadagnava. Il Bie vive proprio sulle grandi kermesse e, spesso, si è pure accontentato di esposizioni dal tono dimesso e minore (raffazzonate rispetto ai piani originari), non avrebbe levato proprio nulla e magari si sarebbe esaltato se la scelta delle aree proposta da Palazzo Marino fosse ricaduta su altri siti che poi avessero lasciato un bel parco verde in eredità alla città ( penso alla gratuita zona dell’Ortomercato a esempio, che già deve essere riqualificata). Balle di Pisapia sulle grandi cose come sulle piccole: l’albero di Natale in Piazza Duomo. Si non sorridete, è piccola cosa ma pur sempre di trecentomila euro di denaro pubblico. Il sindaco ha sostenuto che è stato interamente finanziato dai privati, senza oneri per l’amministrazione. Peccato che l’unico finanziatore della cosa sia stata Fondazione Aem presieduta dall’ex morattiano Di Capua. E dunque i vertici di Fondazione Aem chi li nomina? Babbo Natale o anche la giunta di Milano? Ma ci prende per scemi il sindaco quando ci vuol far credere che Fondazione Aem sia un sodalizio privato? I soldi con cui vive la Fondazione da chi provengono se non da quote delle bollette di A2A. E A2A di chi è se non dei cittadini milanesi, bresciani ecc.? Caro Pisapia non ti è sorto neppure il dubbio che il CDA di Fond. Aem (Di Capua in testa) abbiano fatto ciò perchè son in scadenza di nomina e ti si volevano paraculare? Personalmente quei 300mila euro li preferivo investiti in scopi sociali più nobili propri di Fodazione Aem, tipo allacciare con più solerzia qualche palazzo Aler alla rete del teleriscaldamento, pagare i conto energetico alle disgraziate scuole pubbliche cittadine o comprare qualche ecobus pubblico.
    Insomma balle dalle grandi alla piccole cose, caro Pisapia. Ti ho votato perchè prendevo per assodato l’abbandono di certi metodi ma mi debbo purtroppo richedere. Non entro nel merito di altro (privatizzazione Sea, Tabacci in giunta, inutili in giunta, assunzioni e nomine clientelari, piano traffico, AreaC debole e inefficace ecc.) perchè annoierei troppo ma per tornare ad area Ex Enel mi si può spiegare che ci azzecca un albergo di 8-9 piani in via Fioravanti? La De Cesaris e Pisapia sanno che gli alberghi a poche centinaia di metri (area Fiera Milano City) son vuoti e che certo a Milano non servono altri hotel di lusso? La zona di Paolo Sarpi ha bisogno di ben altro. Consiglierei alla De Cesaris e colleghi di giunta una gita in Piazza Gramsci e in via Cesariano, tanto per rendersi conto dello schifo in cui son ridotte le aree sopra i parcheggi multipiano. Consiglierei ai consiglieri comunali di farsi un giro e tentar di far scendere in tutta sicurezza da una vettura un disabile che ha la sfortuna di abitare in via Fioravanti, Aleardi e limitrofe: non ci son parcheggi temporanei neanche per fermarsi un minuto, tutto transennato. Certo, a pugno duro ti rispondono che è un’eredità della Moratti per evitare di far parcheggiare i grossisti cinesi. Ma che cosa ne pensano Pisapia e il suo assessore alla Mobilità Maran? Tra gli eccessi del commercio e il buonsenso per la civile convivenza dei residenti c’è una grande sfumatura di colorazioni: mi piacerebbe conoscerle. Arancioni o meno che siano.

    • m.angler says:

      Scrivo in risposta ad una email ricevuta, può essere esplictaivo qualhce aggiornamento:

      confermo la mia opinione che si rinforza ancor più da quanto si evince leggendo e consultando le “carte”, ovvero gli atti e i progetti. Bodini, firma il progetto con perotta (che si occupa per lo più di atti amministrativi ed è il local architect), Bodini e la sua famiglia sono anhe soci dell’immobiliare proprietaria dell’area, insieme ad un’altra famiglia milansese, solita a ben più eleganti e “nobili” sistemazioni ed operazioni immobiliari…solitamente meno impattanti, invasive e sfacciatamente “romane”. uso quetso termine per caratterizzare un’architettura che più si addice agli anni 60 capitolini dove si prediligeva il calcestruzzo alla qualità, vionetando intere aree come per esempio al cristoforo colombo o in generale la periferia nel suo complesso.

      ‘E’un’architettura che mortifica la città, l’offende. Non ci si può lamentare se poi non l’italia non ha il turismo che si merita (me ne levo..non sono al 100% italiano).

      Parlo della quaalità architettonica del progetto nel suo compelsso, anche se a onor del vero, parte dello stesso non sarà visibile se non dall’elicottero.. Quello che urla è anchge la piazza, di una bassissima qulità, più consona ad una fiera di paese.

      http://bodiniarchitetti.it/
      non meravigliamoci..

      forse a milano va pure bene..

      buon lavoro..

      Vi prego…inseganta al Politecnico la qualità, non solo la quantità…

      si parla di morale, di free cooling di risparmio energetico e di qualitàà…appliachiamola tutti, daglia rchiteti agli amministratori..

      buona sera

      Michael Angler

  33. Marco Belpoliti says:

    Segnalo l’intervento di Luca Molinari su ilpost
    http://www.ilpost.it/lucamolinari/2012/01/05/una-polemica-necessaria/
    Molinari architetto e curatore di mostre, anche alla Biennale, rilancia l’idea di indire un concorso internazionale per la costruzione degli edifici nell’area e ribadisce che costruire un edificio bello e un edificio brutto costa uguale. Ancora uno sforzo assessore De Cesaris e sindaco Pisapia la bellezza non costa! Meno pigrizia mentale.

  34. A mio parere il problema può essere sintetizzato così: alla giunta Pisapia non importa nulla della architettura e della sua qualità e vuole essenzialmente procedere -per non incontrare problemi- nella direzione tracciata dalla Moratti. Per il posteggio in S.Ambrogio -una pura follia- il discorso è identico. In alcune parti di Milano i parcheggi hanno funzionato, per il resto si continuerà con le carte bollate mentre si aprono crepe nelle case e le imprese falliscono. Una burocrazia sta sostituendo un’altra, nient’altro. Tra litigi fasulli e assenza di idee: ve ne siete accorti?

  35. elisa tetamo says:

    Ovunque in Italia gli stessi scempi. Basta con le promesse elettorali che carpiscono i voti per poi tradirli senza alcun pudore!

  36. Marco Belpoliti says:

    Segnalo sulle pagine del Corriere edizione milanese di oggi una lettera di Gianni Biondillo a Pisapia molto bella

  37. rolando mastrodonato says:

    Ma dove è finita la promessa di partecipazione e condivisione sui grandi progetti????????????

  38. Lorenzo Cozzi says:

    Certo che con progetti come questo diamo ragione a chi dice che Milano è una città orrenda. Pieno sostegno ai creatori di questo sito.

  39. Angela Messina says:

    Non è bastato lo scempio di via Lomazzo, ex sede Sole24 Ore?
    In campagna elettorale Pisapia e la sua squadra (architetto Antonello Boatti) avevano prefigurato per Milano architetture belle e non invasive.
    Invece il parcheggio sotto sant’Ambrogio procede, l’Expo si ridimensiona e si impoverisce, piazza XXV Aprile è ancora per aria (la promessa era fine lavori a novembre), e per via Procaccini si lascia proseguire la costruzione di un mostro. Soprattutto perché è un progetto davvero mediocre.
    Caro Pisapia, che ho votato fin dalle primarie, non ci siamo …

  40. marco belpoliti says:

    Ho risposto all’assessore De Cesaris in un pezzo che comparirà nei prossimi giorni su il Fatto quotidiano. Intanto aggiungo alcune cose su cui vale la pena di riflettere. Primo: dall’intervento della De Cesaris in Consiglio comunale del 26 settembre si capisce che non è vero che si tratta di un atto obbligatorio preso dalla giunta Moratti, come ha scritto nella risposta, bensì di una scelta da lei sostenuta anche dopo la sospensione del Piano di Governo del Territorio. Quindi la De Cesaris è perfettamente responsabile degli aspetti architettonici e urbanistici. Il progetto le piace esteticamente (oppure non è in grado di dare un giudizio estetico su architetture vecchie e obsolete proposte oggi comes e fossero nuove!). Secondo: dalle carte della delibera si capisce che il 26 settembre la giunta Pisapia ha autorizzato la riduzione della zona di rispetto del Cimitero Monumentale. Di solito, per quello che so, sono almeno 200 metri, ma nell’atto non si dice di quanti metri in meno si tratta (e si fa una eccezione del genere per cosa?). Terzo: la volumetria dell’impegno urbanistico autorizzato è quasi tre volte quella esistente (e con i metri cubi sotterranei dei 243 garage forse anche quattro volte tanto). Perché questo regalo ai costruttori? Cosa ci guadagna la città, gli abitanti del quartiere e lo stesso Comune di Milano? Il minimo che ci si aspetta uno standard di qualità nel costruito. Ma il progetto dell’architetto Perotta, edificatore dei vecchi grattacieli di Porta Garibaldi e altre cose del genere, non ce l’ha. Il museo dell’Adi sarà all’interno dei capannoni industriali novecenteschi che già ci sono (e siamo fortunati se non li hanno abbattuti), e non può essere conteggiato. E allora? Forse la giunta Pisapia sta commettendo una doppia imprudenza: deturpa lo spazio antistante il Cimitero Monumentale, e fa un dono ai costruttori. Se volete sentire l’intervento della De Cesaris e farvi una vostra opinione sulla questione lo ascoltate qui: http://www.radioradicale.it/scheda/336318/consiglio-comunale-di-milano-seduta-del-26-settembre-2011

  41. Lenni says:

    Guarda caso la qualità del progetto e il suo valore estetico sono un linguaggio a cui sono più sensibili i cittadini che l’assessore all’Urbanistica.
    Milano merita un’attenzione e progetti all’altezza. Siamo in Italia, in una città anche storica, anche bella, anche importante centro finanziario (nonostante la crisi). E soprattutto la nostra citta, ci abitiamo e lavoriamo.
    Siamo a quanto pare in una Crisi, di valori. Bsogna porre subiro rimedio a questa scivolata verso il basso, a cui si DEVE porre rimedio.
    E non dimentichiamo che questa è una speculazione che a quanto pare la De Cesaris ritiene che Milano ne abbia bisogno… A noi cittadini non ha chiesto nessun parere… ma con le speculazioni va d’accordo (la volumetria è tre volte maggiore quella attuale.

  42. Giovanni Baule says:

    Per fermate la distruzione di un tessuto urbano offeso da decenni di interventi sconsiderati, l’unica possibilità è quella di bloccare progetti come questo. Purtroppo non si tratta solo di ridurre qualche metro cubo di pornoarchitettura Non sanno più cos’è il recupero, “progettisti” come questi non l’hanno mai saputo. E i loro committenti? Cosa fare attorno a un’architettura industriale m”minore”? Esempi ce ne sono in Italia in Italiia e nel mondo. Studiare, studiare, studiare. E la nostra amministrazione si faccia carico della qualità della città che non è poca cosa.

  43. angelo sigismondi says:

    Trovo il progetto banale e poco pertinente rispetto al tessuto preesitente.
    In particolare mi pare povera ed approssimativa anche l’organizzazione dell’area a verde . Boeri se ci sei batti un colpo.Pisapia ti prego datti una mossa !

  44. Emilio Pappini says:

    Il progetto che ha ripensato l’area della Fabbrica del Vapore è riuscito a consegnare alla nostra città un luogo di grandi possibilità di cultura e d’incontro. Come è successo in altre grandi città europee e americane, il saggio e funzionale recupero di ex zone industriali ha sempre dato buoni frutti dal punto di vista della vivibilità urbana.
    Un’indegna cricca (sempre la stessa) di speculatori nel campo delle costruzioni e del mercato immobiliare, con la sollecitazione della peggiore politica municipale/provinciale/regionale, ha trasformato
    Ma, se qualcosa è cambiato dalle recenti elezioni comunali e se davvero vogliamo che a Milano si possano realizzare progetti architettonici e urbanistici secondo bellezza e sostenibilità, fermiamo subito il progetto dell’Ex Area Enel!

  45. Giovanni Anceschi says:

    Non vogliamo interventi ignoranti nel tessuto della città che già soffre tanto In fondo è quasi meglio un grattacielo che un grattaculo

  46. sono d’accordo con Menichelli. Ci sono molte case del Comune vuote o abbandonate.

  47. beh il mio commento è piuttosto scontato,

    abbiamo bisogno di spazi comuni progettati con standard qualitativi che pensiamo “assicurati” da un assessore alla cultura che è un bravo ed affermato architetto.
    Inoltre, la struttura della ex sede Enel, davati alla Fabbrica del Vapore in via Procaccini angolo Nicolini, è gia bellissima, un restauro filologico premierebbe senz’altro la vista e le tasche dei milanesi…..

  48. mara campana says:

    stiamo assistendo da anni alla apparente, spasmodica modernizzazione della città. Puntualmente ogni scelta architettonico-urbanistica disattende qualsiasi ragionevole aspettativa di riorganizzazione del tessuto urbano. Il fraintendimento nasce dal provincialismo cronico, dall’ignoranza della storia e della cultura del progetto. Suggerisco di dare un’occhiata al ‘Cantiere del Nuovo’, via Soderini (giunta Colli) o al progetto previsto in via Principe Eugenio. Si tratta della rappresentazione tridimensionale della perdita di memoria che pervade ogni aspetto della cultura in Italia.

  49. marco belpoliti says:

    La qualità della nostra vita dipende dalla qualità dei luoghi in cui viviamo.
    Le architetture progettate per lo spazio ex-Enel non presentano alcuna qualità architettonica, anzi produrranno quasi sicuramente il degrado del luogo; questo mi pare evidente a chiunque guardi le immagini del progetto, il master plan e tutti gli annessi e connessi; certo, quella è una zona da recuperare, ma non da stuprare con edifici fuori scala, alti oltre i sette piani, là dove la città storica finisce e degrada verso i tre o quattro piani.
    A chi chiede perché interveniamo solo ora, pone una domanda inutile a cui rispondere con il titolo di un libro di Primo Levi: Se non ora quando?
    A partire dai prossimi mesi daremo vita a una serie di iniziative nel quartiere e negli spazi dell’ex-enel per attirare l’attenzione della città su quel luogo e per prospettare nuove soluzioni dell’area che richiede un nuovo progetto all’altezza del luogo. Una volta che si costruisce non si puà far più nulla, o ben poco, come sanno gli abitanti di un luogo degradato, un non-luogo, che sorge non troppo lontano da lì: Piazza Gramsci.

  50. Lenni says:

    Piu cemento non significa meno degrado.
    Credo che architetti più qualificati e l’ascolto dei bisogni reali di un quartiere possano fare molto meglio.
    All’incontro che c’è stato con Perrotta e de Cesaris, non sono sono stati in grado di spiegare il senso del progetto. Imbarazzante.

  51. Non si capisce perchè non preservare l’attuale edificio (ex uffici ENEL): forse non particolarmente significativo dal punto di vista architettonico, ma potrebbe essere oggetto di un intervento meno invasivo e “massificato”, destinato ad usili socialmente interessanti, in particolare se legato alla prospicente Fabbrica del Vapore.

  52. Vito Calabretta says:

    aderisco.

  53. Paola Lenarduzzi says:

    Ruisciamo a mettere insieme un po’ di dati del progetto che ci propongono?
    Il comune ci puo dare una relazione sull’impatto ambientale?
    Il “verde” aiuole con qualche piantina su una pavimentazione di piatrelle egrate dei box? I bambini dove potrebbero correre e giocare?
    è davvero necessario costruire con il 30% i immobili vuoti a milano?
    Il servizi per il quartiere, che mancano, dove hanno intenzione di farli?

  54. Paola Lenarduzzi says:

    Milano è stata dal troppo costruire male. Guardare Via Melchiorre Gioia, Vedere come hanno ridoppo Sesto San Giovanni dovrebbe far capire il tipo di rischio. Ma anche la nostra Piazza Gramsci o piazza SS. Trinità, l’unico, triste luogo per far giocare i bambini.
    Il nostro è un quartiere storico, vincolato dal Cimitero Monumentale. Vincolato a essere appunto rispettato.

  55. ANGELO ROSSI says:

    Progetto orribile, il tessuto urbano della zona va assolutamente conservato e tutelato

  56. fabio sellerio says:

    Noooooooooo!

  57. pier franco says:

    ma di cosa si sta parlando? ecomostri? l’rea ex enel un patrimonio da valorizzare nell’area ove c’era il bulk o all’angolo di procaccini? il blocco che è un patrimonio da valorizzare viene valorizzato e resta recuperata. a me sembra che a sinistra sappiamo solo farci del male… finalmente un qualcosa che porta a riqualificare la zona e ci mettimo di traverso? e ci svegliamo ora?… ma dove eravate in questi anni in cui il progetto era in discussione ai cdz? e che cosa si propone in alternativa?

    • Lenni says:

      dieci anni di richieste da parte del quartiere snobbate dall’amministrazione. Dopo le elezioni pensavamo che sarebbe cambiata l’aria morattiana della speculazione selvaggia.
      A milano ci sono il 30% di appartamenti vuoti, a altrettanti uffici disabitati. Nel quartiere, grande con una popolazione di 15mila abitanti, non ci sono i servizi civici come una biblioteca, aree giochi per bambini, un centro anziani, uno spazio per le riunirsi (non tutti possono affittare la sala dell’Harmitage). L’area va bonificata, non cementificata e regalata agli immobiliari. è di grande valore il quartiere sarpi, e sarebbe ora che nei siano coscienti anche i suoi abitanti.

  58. Massimo sostegno all’iniziativa per difendere il quartiere da questi progetti ignoranti e anacronistici. L’area ex enel e i suoi palazzi sono un patrimonio da valorizzare e riqualificare nel rispetto della loro identità storica.

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